

La Casa Reale di Ghassan rilancia con soddisfazione l’annuncio relativo all’udienza concessa da Sua Santità Papa Leone XIV a Sua Santità Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia (Libano) della Chiesa Apostolica Armena, svoltasi in Vaticano il 18 maggio 2026.
Secondo quanto riportato, l’incontro rappresenta il primo colloquio ufficiale tra il Catholicos e il nuovo Pontefice. Alla visita sarebbero seguiti diversi impegni di carattere ecumenico a Roma, tra cui la partecipazione del Catholicos all’Udienza Generale in Piazza San Pietro.
L’elemento di maggiore rilievo dell’incontro è stato l’annuncio da parte di Papa Leone XIV dell’inclusione di San Nerses Shnorhali nel Martirologio Romano, il libro liturgico ufficiale della Chiesa Cattolica che raccoglie i martiri, i santi e i beati riconosciuti dalla Chiesa.
San Nerses Shnorhali, Catholicos di Cilicia nel XII secolo e conosciuto come “il Grazioso” (the Gracious), è una delle figure più importanti della spiritualità e della teologia armena. Il Santo Padre lo ha definito un «pioniere dell’ecumenismo», conferendo a questo gesto un particolare significato nel contesto delle relazioni tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Apostolica Armena.
La Casa Reale di Ghassan considera con favore ogni iniziativa che favorisca la comprensione reciproca, il dialogo tra le Chiese e il rafforzamento dei rapporti fraterni tra le diverse tradizioni cristiane, particolarmente nel contesto del Medio Oriente e delle antiche Chiese orientali.
Il Catholicosato di Cilicia, con sede ad Antelias, in Libano, rappresenta inoltre la fonte d’onore dell’Ordine di San Gregorio l’Illuminatore, la più alta decorazione ecclesiastica conferita dalla Chiesa Apostolica Armena. Istituita agli inizi del XX secolo, tale onorificenza viene assegnata a membri del clero e a laici che si siano distinti per straordinari servizi alla Chiesa armena, alla nazione armena e alle opere filantropiche di particolare rilevanza.
L’incontro tra Papa Leone XIV e il Catholicos Aram I, insieme al riconoscimento di San Nerses Shnorhali nel Martirologio Romano, rappresenta un importante segnale di dialogo ecclesiale e di reciproco apprezzamento tra due delle più antiche tradizioni cristiane del mondo.
