

La Casa Reale di Ghassan e la Reale Accademia Ghassanide delle Arti e delle Scienze apprendono con profondo rammarico che Qalaat Al-Chakif (Castello di Beaufort) è tornato a essere associato ad attività militari nel contesto delle rinnovate tensioni regionali.
In qualità di istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio culturale, nella ricerca accademica, nell’azione umanitaria, nella difesa della dignità umana, dei diritti fondamentali e della pacifica convivenza tra i popoli, guardiamo a questi sviluppi con profonda preoccupazione.
Qalaat Al-Chakif, conosciuto internazionalmente come Castello di Beaufort e in arabo come Qalaat al-Shaqif (“Castello dell’Alta Roccia”), rappresenta una delle più importanti fortificazioni storiche del Vicino Oriente. Situato in posizione dominante sopra il fiume Litani, nel Libano meridionale, il castello si affaccia su un territorio che abbraccia il Libano e l’intero Levante. Da quasi un millennio esso costituisce non solo una fortezza strategica, ma anche una silenziosa testimonianza della complessa e intrecciata storia della regione.
Le origini del sito risalgono a precedenti fortificazioni romane e bizantine. Dopo la sua conquista da parte del Re Folco di Gerusalemme nel 1139, il complesso fu trasformato in una delle principali fortezze dei Crociati e dei Cavalieri Templari. Nel corso dei secoli passò sotto il controllo di autorità crociate, ayyubidi, mamelucche, ottomane e moderne, riflettendo la ricca e talvolta travagliata storia del Medio Oriente.
Le sue mura testimoniano non soltanto episodi di conflitto, ma anche secoli di scambi culturali, innovazioni architettoniche e incontri tra diverse civiltà.
In epoca contemporanea il Castello di Beaufort è stato nuovamente coinvolto in vicende belliche, subendo significativi danni. Dopo il ritiro israeliano dal Libano meridionale nel 2000, sono stati avviati importanti programmi di conservazione e restauro finalizzati a preservare l’autenticità e l’integrità del monumento secondo gli standard internazionali di tutela del patrimonio culturale.
Grazie a tali interventi, il castello è tornato a essere un luogo di memoria, studio e riflessione storica aperto ai visitatori provenienti dal Libano e da tutto il mondo.
Il Castello di Beaufort fa inoltre parte di un eccezionale insieme di fortificazioni medievali che comprende Qalaat Tibnin, Qalaat Chakra, Qalaat Deir Kifa e Qalaat Chamaa. Nel loro insieme, questi siti rappresentano straordinari esempi di architettura militare e documentano gli scambi culturali, tecnologici e artistici tra Oriente e Occidente.
I molteplici strati storici che caratterizzano tali monumenti costituiscono una risorsa insostituibile per la ricerca scientifica, l’educazione e la comprensione del passato.
Riconosciamo e apprezziamo gli sforzi delle autorità libanesi, delle Nazioni Unite, degli archeologi, dei professionisti del patrimonio culturale, dei conservatori e delle organizzazioni internazionali che hanno lavorato instancabilmente per proteggere questi siti.
Riconosciamo altresì l’importanza delle tutele garantite dal diritto internazionale, inclusa la Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e i relativi protocolli, strumenti fondamentali per la salvaguardia del patrimonio dell’umanità nei periodi di guerra.
La Casa Reale di Ghassan e la Reale Accademia Ghassanide delle Arti e delle Scienze rivolgono pertanto un rispettoso appello affinché tutte le parti esercitino la massima prudenza e adottino ogni misura necessaria per evitare danni ai siti storici, culturali e religiosi.
I monumenti storici non appartengono esclusivamente a una nazione o a una comunità: essi costituiscono un patrimonio condiviso dell’intera umanità. Una volta distrutti, tali tesori raramente possono essere ricostruiti nella loro autenticità originaria.
Invitiamo inoltre l’UNESCO, i governi della regione, le istituzioni accademiche, i musei, le organizzazioni filantropiche e la società civile a continuare a sostenere iniziative volte alla tutela, alla documentazione, alla conservazione e al restauro del Castello di Beaufort e delle altre storiche fortificazioni del Libano meridionale.
Riteniamo altresì auspicabile la creazione e il mantenimento di condizioni che garantiscano la smilitarizzazione e la protezione effettiva delle aree di particolare valore storico e culturale.
La loro conservazione rappresenta un investimento a beneficio delle generazioni future, favorendo la conoscenza storica, il dialogo interculturale e l’apprezzamento delle molteplici civiltà che hanno contribuito alla formazione dell’identità del Levante.
Soprattutto, riaffermiamo la nostra speranza in un futuro caratterizzato dalla pace, dalla fine dei conflitti armati, dal rispetto dei diritti umani, della libertà religiosa, della dignità della persona e dal dialogo costruttivo tra tutti i popoli della regione.
Il patrimonio culturale prospera laddove prevale la pace. La protezione più efficace dei monumenti storici consiste nella creazione di un ambiente stabile e pacifico nel quale essi possano svolgere la loro funzione di luoghi di studio, ricerca, turismo culturale, scambio tra popoli e comprensione reciproca, anziché diventare simboli di conflitto.
Possano queste antiche pietre, testimoni di secoli di trionfi e tragedie umane, ispirare le generazioni future a perseguire la riconciliazione, la cooperazione, la mediazione, il negoziato e una pace duratura degna delle grandi civiltà che le hanno costruite.
