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il testo originale:

Gregorius episcopus, servus servorum Dei, ad clarissimum Mundherum, per Dei misericordiam Saracenorum regem, salutem atque apostolicam benedictionem.

Quamquam multis temporibus solitum sit a nobis epistulis tibi dignitatem tuam excipere, nos tamen per hanc epistolam vehementius adstringimur ut agnitionem tuam in iustitiae opera domini gloriam evangelii propagandi constanter exhibeas. Nam de tuo defensorum orthodoxorum episcoporum in agris tuis actu nos lætificat et montiat, ut eos, qui per vim vel minas ab episcopalibus sedibus avelli conantur, in integrum suscipias et persequendi adulteros viros aequitate iudicis restituas.

Optamus autem ut haec tibi singularis cura ecclesiastica munimenta Firmissima manebit, et vere Dei honori serviens administratio tua in aeternum decoretur.

Dato Romae, sub anulo sanctae Petri, indictione X.

Traduzione italiana

Gregorio, vescovo, servo dei servi di Dio, al chiarissimo Mundhir, per misericordia di Dio re dei Saraceni, salute e benedizione apostolica.

Benché da molto tempo sia nostra consuetudine riconoscere la tua dignità mediante lettere, tuttavia con questa epistola siamo ancor più vivamente sollecitati ad esortarti affinché tu continui a manifestare, attraverso opere di giustizia, il tuo impegno nel servire la gloria del Signore e nel diffondere il Vangelo.

La tua ferma difesa dei vescovi ortodossi nei territori da te governati ci rallegra e ci incoraggia. Perciò ti esortiamo ad accogliere nuovamente nelle loro sedi coloro che ne sono stati allontanati con la forza o mediante minacce, e a reintegrare nei loro diritti quanti sono stati ingiustamente perseguitati, amministrando la giustizia con vera equità.

Preghiamo ardentemente affinché questa tua particolare sollecitudine rimanga il più saldo baluardo della Chiesa e affinché la tua amministrazione, servendo sinceramente all’onore di Dio, sia ornata per l’eternità.

Dato a Roma, sotto il sigillo di San Pietro, nella decima indizione.


Perché questa lettera è importante

  • Rappresenta la prima comunicazione papale diretta conosciuta con un sovrano arabo cristiano, coniugando esortazione spirituale e diplomazia di confine.
  • Attraverso l’elogio della protezione offerta da Mundhir al clero calcedonese, Papa Gregorio I mirava a rafforzare l’unità religiosa lungo il confine meridionale dell’Impero bizantino.
  • L’espressione “re dei Saraceni” anticipa la terminologia diplomatica che i papi medievali avrebbero successivamente adottato nei rapporti con i leader arabi e musulmani.

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